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il luogo

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DOVE SIAMO:

Questo territorio è posto nella fascia nord-orientale dell'Anfiteatro morenico d'Ivrea, che in genere viene considerato
parte del Biellese anziché del Canavese. Sala Biellese, un antico abitato, antecedente all' anno mille, e' posto su uno dei
cordoni morenici della Serra, immerso nel verde di un'area S.I.C: (Sito di Interesse comunitario) per la sua specificità
geo-morfologica e interessato dall'escursionismo slow. Si trova lungo il pendio morenico a 625 m s.l.m. ai piedi delle
Alpi biellesi e al confine del sito di interesse comunitario "Serra d'Ivrea".
Inoltre è posto ai confini della riserva naturale della Bessa la cui importanza archeologica è legata al lavoro dei
Vittimuli, antichi abitanti del luogo che per anni si sono dedicati all'estrazione dell'oro. Il comune comprende la
frazione di Bornasco, famosa per la produzione di torcetti e paste d'amelia preparati con un'antica ricetta della zona dalla
Fam. Massera.  Sala Biellese e' il paese della resistenza, ospita la mostra, il museo itinerante e la pinacoteca G. Ubertino
con tabelle e spazi espositivi che raccolgono la memoria della guerra di Liberazione e della lotta partigiana.
Inoltre a Sala Biellese si puo' visitare un antico telaio a mano, lasciato dalla rivolta delle tessitrici del 4 febbraio 1896, il rifugio degli asinelli, il centro di educazione ambientale andirivieni oltre a percorrere la ricca rete sentieristica di Semplicemente Serra, esplorando
sentieri tematici di grande interesse paesaggistico e culturale, con tabelle che raccontano la storia dei luoghi che attraversate.

       
LA STORIA :

Le origini di Sala Biellese sono sicuramente anteriori all'anno mille.
Una linea di pensiero sostiene le sue origini franche, in ragione dell'antica chiesa di San Martino, protettore dei
Franchi, mentre una seconda la farebbe risalire all'epoca longobarda, come suggerisce l'etimologia del nome stesso.
Le prime notizie circa l'esistenza del paese sono documentate da alcuni scritti del XI secolo che attestano la fondazione
dell'antica abbazia dei Santi Salvatore e Giacomo della Bessa "in loco et fundo Levugnano, prope villam qui dicitur
Sala" unica abbazia benedettina eretta nel biellese, al cui interno sono ancora visibili due affreschi risalenti al XII secolo.
I resti di questo edificio, posto lungo la strada che porta da Zubiena a Sala, costituiscono uno dei maggiori reperti del
periodo romanico del biellese.
Anticamente la comunità di Sala apparteneva alla contea di Ivrea. La sua storia civile fu in seguito in gran parte legata
al Casato degli Avogadro di Cerrione, anche quando nel 1404 divenne proprietà di Casa Savoia, in quanto continuarono
a subinfeudarlo ai detti signori locali che lo mantennero fino al 1783.
Ormai la Rivoluzione Francese era alle porte e i diritti feudali stavano per essere aboliti. Intanto fin dal 1626 era stata
creata la provincia di Biella, ma il comune di Sala continuò ad appartenere alla provincia di Ivree fino al 1724.
Durante il periodo Napoleonico (1800 - 1814) Sala subì la sorte di tutto il Piemonte, annesso alla Francia, in particolare
il comune viene unito amministrativamente a quello di Torrazzo.
Nella secolare storia di questa comunità, il salese è giunto più volte al comportamento traumatico della ribellione. Già nel
1289 una cinquantina di salesi vengono condannati per aver sequestrato e percosso un monaco dell'abbazia della Bessa.
Di ben altro spessore storico ciò che accadde il 4 febbraio del 1896 con la rivolta delle tessitrici, causata da una tassa
"pesi e misure" imposta dallo Stato sui telai a mano che battono nelle cantine, dete scrigne, in ogni casa di Sala.
La rivolta sfociò nell'uccisione di tre uomini a cui seguirono gli arresti, il processo, la morte di crepacuore di un'umile
tessitrice e l'assoluzione grazie alla memorabile arringa dell'avvocato Luigi Guelpa presso la corte di assise di Torino.
Durante la seconda guerra mondiale, Sala è protagonista nella lotta id Liberazione, sfociata nella "Battaglia di Sala".
In tutto il paese si trovano monumenti, lapidi e un museo che testimoniano il ruolo di Sala, Paese della Resistenza.



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